Giovani, arriva il “Daspo” dai locali per i clienti pericolosi

È stato firmato al Viminale, alla presenza del ministro dell’Interno, Angelino Alfano, e delle associazioni di categoria in rappresentanza dei proprietari dei locali da ballo e delle società di sicurezza sussidiaria, l’accordo quadro che pone un tassello importante nei termini di crescita di sicurezza per i giovani.

L’accordo sostenuto dall’AISS, l’Associazione Italiana Sicurezza Sussidiaria, rappresentata ieri dal presidente Franco Cecconi, prevede una serie di iniziative volte da un lato a favorire una sempre più diffusa cultura della legalità, soprattutto nelle giovani generazioni che costituiscono la parte preponderante dei frequentatori di discoteche e dei locali, dall’altro un incremento dei livelli di sicurezza all’interno e in prossimità di tutti gli esercizi della notte. Le attività rientrano nel quadro di una serie strategie di prevenzione, con una particolare attenzione al contrasto di ogni forma di violenza, dell’uso di sostanze stupefacenti e psicotrope, e soprattutto dell’abuso di alcol.

Tutto questo diventerà possibile sviluppando nuove forme avanzate di collaborazione tra le imprese e le forze dell’ordine. Non è la prima volta che il ministero dell’Interno e alcune delle organizzazioni che si occupano di sicurezza cercano una cooperazione per il contrasto delle illegalità e dell’abusivismo, ma la firma arrivata ieri è sicuramente tra le più importanti perchè sottoscrive la volontà delle parti di rafforzare un rapporto che mira alla salvaguardia delle persone.

Con questa firma c’e’ l’impegno dei gestori di formare almeno un addetto ai servizi di vigilanza attraverso un corso di primo intervento sanitario al fine di garantire un immediato intervento in casi di emergenza. Dall’altra parte l’Amministrazione, si propone di variare l’applicazione dell’art. 100 del TULPS che, ad oggi, prevede la chiusura dei locali li’ dove si registrino fenomeni di illegalità anche senza una responsabilità o coinvolgimento diretto della gestione del locale.

Arriva anche una sorta di “Daspo”, per tutti quei clienti riconosciuti come pericolosi. Nel protocollo si legge che ci sarà una regolamentazione dell’accesso e della permanenza all’interno dei locali, che li precluda a persone oggettivamente pericolose per l’ordine e la sicurezza pubblica e che tale regolamentazione, sarà resa nota alla clientela attraverso appositi avvisi affissi all’ingresso dei medesimi. L’obiettivo è quello di prevenire comportamenti a rischio da parte della clientela e preservare all’interno dei locali un clima di sano divertimento.

“Siamo lieti del coinvolgimento del ministero – ha affermato il presidente Cecconi a margine della firma – questo atto da parte di Alfano rappresenta un riconoscimento importantissimo alla nostra associazione e a tutte le categorie coinvolte. Abbiamo fortemente voluto che questo passo fosse compiuto. I termini dell’accordo sono il frutto delle nostre osservazioni, del nostro lavoro e dell’impegno che abbiamo sempre messo per arrivare a garantire la sicurezza di tutti”. Il processo legato alla sicurezza nei luoghi designati al divertimento pero’ e’ ancora lungo, e molto c’e’ ancora da fare sottolinea Cecconi: “Questo e’ un primo passo, adesso per far si che si entri in una fase attuativa, andranno apportate delle importanti modifiche al decreto ministeriale del 6 ottobre 2009, che venne sottoscritto quando al ministero c’era Maroni. Purtroppo questo decreto conteneva una serie di imprecisioni che invece di snellire il lavoro dei gestori del controllo della sicurezza, negli anni lo ha ingessato sempre più. Ora se a questi punti critici che sono stati a più riprese evidenziati, seguiranno le modifiche, la snellezza dell’applicazione del protocollo di intesa diventerà un valore aggiunto”.

Fonte: Redattore sociale.it

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